Claudia Florio è laureata in Chimica pura, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è in servizio presso la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti, dove è attualmente Coordinatore scientifico del Dipartimento di Ricerca di Biotecnologie Conciarie.

In SSIP è anche Coordinatore Didattico e Responsabile Scientifico di Progetti Integrati e Programmi di Open Innovation, nell’ambito del Politecnico del Cuoio. 

Le esperienze, numerose e qualificate, maturate nell’ambito della Chimica e Tecnologia Conciaria sono state condivise nell’ambito della Comunità Scientifica di settore, mediante la produzione di pubblicazioni scientifiche su riviste specialistiche nazionali ed internazionali e mediante la partecipazione attiva a numerosi convegni e congressi nazionali ed internazionali, cui ha partecipato anche come Invited Lecturer. La Florio ha, dalla sua, anche un insegnamento all’Università Mercatorum. 

 

Alla guida del Dipartimento Biotecnologie conciarie. Quale la mission?

 

La ricerca in ambito conciario riflette inevitabilmente i mutamenti cui è soggetto il settore; un settore che, pur rappresentando un emblema della tradizione produttiva nazionale, costituendone un indiscusso esempio di eccellenza, travalica i tempi riuscendo a trovare sempre una sua collocazione. 

La ricerca di base ha rappresentato , in tal senso, da sempre una ossatura imprescindibile per sostenere il mondo conciario; personalmente sono stata impegnata sul fronte della ricerca di base per numerosi anni, durante i quali ho avuto modo di confrontarmi in maniera crescente con la comunità scientifica a livello nazionale ed internazionale; proprio in tali occasioni, ho tuttavia riscontrato alcune attuali limitazioni tecnologiche, verosimilmente connesse ad uno schema di sviluppo molto autoreferenziale all’interno del quale il settore si è evoluto negli anni, ed ho pertanto provato a cogliere le sfide più attuali che richiedono al contrario approcci aperti e multidisciplinari, che passino particolarmente per il ricorso alle principali tecnologie abilitanti.

 

È sulla base di tali presupposti la SSIP ha ritenuto di voler sostenere le evoluzioni del mondo scientifico, recependo sfide sempre più moderne, ed istituendo questo Dipartimento, che ha tra i principali obiettivi la messa a punto e lo sviluppo di approcci biotecnologici, oltre che di altre tecnologie abilitanti (con particolare riferimento alle nano-tecnologie applicate ai sistemi biologici) per il miglioramento delle caratteristiche prestazionali e di sostenibilità dei prodotti in cuoio. Tra le attività orientate al miglioramento della performance e conferimento di valore aggiunto ai cuoi, vanno menzionati gli approcci per il conferimento di proprietà anti-microbiche ai cuoi di nuova generazione, per diverse destinazioni d’uso (con particolare riferimento ad applicazioni nei settori automotive ed aero-space); il Dipartimento si occupa inoltre dell’esplorazione di nuovi approcci per l’economia circolare e per la valorizzazione degli scarti solidi conciari (particolarmente mediante pre-trattamenti enzimatici), per la realizzazione di nuove molecole e nuovi materiali da impiegare sia in ambito conciario che in altri circuiti produttivi; comprende infine le attività di caratterizzazione avanzata di sistemi biologici e dei loro derivati. Insomma, un contesto che, nutrendosi ed avvalendosi anche di collaborazioni con attori strategici afferenti ad altri contesti accademici e di ricerca, intende restituire al settore un rinnovato slancio verso le nuove frontiere tecnologiche. Clicca QUI per accedere al Dipartimento di Biotecnologie conciarie.

 

Quanto è importante puntare sulla ricerca e l’innovazione?

 

Il livello delle sfide tecnologiche sui materiali per le più disparate destinazioni d’uso, in ambito moda, design, automotive, aerospace, è andato progressivamente elevandosi, coerentemente con gli aumentati fabbisogni di innovazione, in termini di prestazione tecnica, bassa eco-tossicità, possibilità di prevedere approcci di valorizzazione degli scarti e conferimento di specifiche proprietà e valore aggiunto al materiale (proprietà antifiamma, antiusura, antiossidanti, antimicrobiche, elevata resistenza alla luce, all’azione meccanica, fluorescenza, elevata conducibilità elettrica, elevato comfort termico, isolamento acustico, elevata gradevolezza sensoriale, ecc.). 

Di fronte a tali specifiche esigenze, i produttori di cuoio hanno il dovere di rispondere con risultati tangibili; una sfida resa ancor più difficile, in considerazione delle diverse modalità produttive che si declinano secondo le specificità degli approcci adottati nei principali distretti della concia, generando diversi impatti e criticità locali;criticità a fronte delle quali vengono spesso adottate soluzioni tecnologiche e strategie isolate e non sovrapponibili.

È sulla base di tali presupposti che hanno preso il via iniziative finalizzate ad elevare il profilo della ricerca di settore, attraverso progetti volti ad individuare soluzioni e approcci comuni per i macro-temi di interesse strategico per il settore, nell’ottica di favorire azioni di sistema, che passino attraverso il trasferimento di know how e di buone prassi all’interno di una rete di imprese sempre più fluida, in cui le aziende possano riconoscere come proficua e simbiotica la messa in condivisione delle rispettive competenze professionali.

 

Scelte concrete della SSIP.

 

E proprio in tale direzione sono da leggersi le iniziative intraprese recentemente dalla Stazione Sperimentale, con particolare riferimento all’avvio di ambiziosi Progetti Integrati e Programmi di Open Innovation. Va citato in tal senso nello specifico, l’avvio del Progetto Sinapsi, cofinanziato dal MISE e presentato a valere sull’Avviso Progetti di R&S Fabrica intelligente, nell’ambito del quale, proprio per favorire l’integrazione tra realtà produttive diverse, sono coinvolte aziende rappresentative del nord e del sud del Paese, che possono avvalersi della collaborazione, oltre che della Stazione Sperimentale, anche di primari attori dal modo della ricerca, dell’accademia e delle associazioni, con competenze trasversali in materia di nano-tecnologie, sviluppo materiali e automazione di processo.

 

Sviluppo e rispetto dell’ambiente. Sarà sempre più forte la sfida?

 

Un binomio che affonda solide radici, e che si consolida progressivamente, a far corso dall’adozione di un principio che lega semanticamente e concettualmente i due ambiti, già da diversi decenni: quello di “sviluppo sostenibile”, recepito in misura crescente dalle imprese, secondo una accezione ancora più ampia e trasversale sottesa dall’elemento di sostenibilità (ambientale, economica, sociale). Secondo questa prospettiva, nella progettazione e sviluppo di nuovi prodotti e processi, occorre prevedere i relativi impatti sull’ambiente e sulla salute di lavoratori e consumatori, privilegiando gli approcci più sostenibili e circolari.

 

Un percorso virtuoso e non semplice.

 

Lo sviluppo dei settori di riferimento a valle della filiera (moda, automotive, ecc.) segue tuttavia traiettorie sempre meno prevedibili, rendendo in questa fase più impegnativa la ricerca di soluzioni per garantire il rispetto dei principi di sostenibilità. 

Anche in questo caso, le strategie da adottare per preservare la convivenza tra gli elementi di innovazione e sviluppo con quelli di sostenibilità, passano per la predisposizione di approcci adeguati e trasversali, per raccogliere le offerte tecnologiche più promettenti e incrociarle con i fabbisogni di innovazione in continuo mutamento delle imprese della filiera del cuoio; il principale strumento predisposto dalla Stazione Sperimentale in tal senso, è attualmente il Programma Leather Innovation Challenges 2025, attraverso il quale, nel dare nuovo impulso al settore, sono state lanciate le nuove sfide tecnologiche volte a promuovere lo sviluppo dell’industria conciaria, nonché dell’intera filiera del cuoio, negli ambiti di principale interesse strategico per il settore,che includono il tema dell’Innovazione di Prodotto, di Industria 4.0 e Leather Smart Factory e dell’Economia Circolare e Sostenibilità, che delineano nel loro insieme il contorno entro al quale potrà svilupparsi in maniera integrata l’industria conciaria e più in generale la filiera del cuoio.

La mostra “La Casa del Guanto” sarà visitabile presso il Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone dal 19 gennaio al 12 marzo 2024.

 

Per info e prenotazioni: https://museodellamodanapoli.com/

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