L’importanza dei lavaggi nella lavorazione conciaria per la prevenzione dei difetti

 

 

L’acqua è il solvente più utilizzato per le sue particolari caratteristiche chimiche. Le sue piccole dimensioni molecolari e la sua polarità le consentono di rompere i legami che uniscono le molecole di numerose sostanze polari, ioniche o elettricamente cariche, ma anche di sostanze gassose come la CO2.

In quasi tutte le fasi del processo conciario viene utilizzata l’acqua per le sue ottime caratteristiche come solvente e quindi per la capacità di dissolvere i vari prodotti chimici e consentirne l’interazione con le pelli durante la rotazione in bottale senza danneggiarle.

Inoltre, l’acqua svolge anche un’azione meccanica perché agevola la penetrazione fisica dei vari prodotti all’interno della pelle e allo stesso tempo anche la pulizia dalle sostanze indesiderate nei casi in cui tali sostanze siano debolmente legate alle fibre di collagene.

Il settore conciario è sempre più attento al controllo degli scarichi d’acqua che prevedono talvolta anche trattamenti di purificazione e di riciclo.

La fase di riviera è il processo di gran lunga più intenso per quanto riguarda l’utilizzo dell’acqua.

 

Conservazione e rinverdimento

Le pelli generalmente vengono conservate salate. Prima della conservazione è opportuno effettuare lavaggi per asportare lo sterco, il sangue e altre impurezze che costituiscono fonte di attacchi batterici.

Le pelli poi vengono pulite e riportate, con l’aggiunta di acqua, al loro stato originale e fresco (rinverdimento) pertanto è fondamentale il rispetto di determinate condizioni di stoccaggio e iniziare il processo di lavorazione quanto prima possibile per evitare danneggiamenti che in questa fase risultano difficilmente visibili, ma si rendono evidenti nelle fasi successive.

In particolare, durante il rinverdimento, le pelli troppo secche, soprattutto quando lo strato centrale non è idratato, possono subire screpolature per effetto della irregolare tensione esercitata dal gonfiamento. Tale fenomeno è conosciuto in letteratura con il nome di “grain crack” (foto 1).

 

 

Calcinazione

Con il calcinaio si provoca l’apertura e il rilassamento della struttura fibrosa al fine di aumentare la penetrazione dei prodotti. Inoltre, i grassi endogeni presenti nel tessuto adiposo vengono saponificati, mentre con la depilazione si rimuove l’epidermide e il pelo. Una sosta troppo prolungata nel bagno di calcinaio ed una non corretta operazione di lavaggio può comportare un non omogeneo assorbimento dei concianti e dei prodotti nelle fasi successive, ciò è dovuto al fatto che il calcio accumulatosi in particolari aree della pelle può provocare un effetto barriera e impedirne la penetrazione in tali aree.

 

Decalcinazione e macerazione

In questa fase, detta anche purga, la pelle si libera dai prodotti usati durante la calcinazione, in particolare si elimina quella parte di calce fisicamente presente tra le fibre e quella legata al collagene. Si riduce il gonfiamento delle pelli portando il pH ad un valore di circa 7,5 – 8,5, ai cui valori sarà possibile effettuare l’operazione di macerazione il cui scopo e quello di rimuovere completamente i residui di cheratine del pelo e dell’epidermide. La macerazione viene normalmente effettuata nello stesso bagno di decalcinazione mediante aggiunta di piccole quantità di enzimi proteolitici. Anche la fase di purga, così come il rinverdimento, necessita di grandi quantità di acqua!

Una delle problematiche che si possono verificare è la comparsa di efflorescenze di zolfo (foto 3 e 4) che può derivare dall’ossidazione del solfuro e solfidrato di sodio utilizzato per la depilazione.

Lo zolfo che si forma all’interno della pelle, a causa della sua insolubilità in acqua, solo parzialmente viene eliminato con i lavaggi; tuttavia, l’azione meccanica provocata da lavaggi abbondanti può favorirne l’allontanamento.

 

Concia

In questa fase la pelle viene stabilizzata con agenti concianti in grado di consentire la stabilizzazione delle fibre e di aumentarne la resistenza chimica e fisica arrestando la degradazione per putrefazione. Le sostanze chimiche per fare questo devono entrare nella struttura del collagene del derma e penetrare nella struttura proteica; ciò dipende molto dall’efficienza dei processi di riviera e dei lavaggi successivi.

La foto 5 mostra una pelle in wet blue sulla quale è evidente una disomogenea distribuzione del cromo per accumulo superficiale.

 

  • I processi di riviera e concia richiedono circa il 55-70% del consumo totale di acqua

 

Riconcia, tintura e ingrasso

Dopo la concia, la pelle viene spesso neutralizzata per i processi post-concia. Poiché la pelle sarà (a seconda del sistema conciario) cationica, è necessaria la neutralizzazione per un efficace assorbimento di agenti riconcianti anionici, coloranti e liquori grassi. Qui la pelle viene lavata, neutralizzata (con agenti neutralizzanti) e nuovamente lavata.

Anche in questo caso è importante sottolineare l’importanza dei lavaggi nella prevenzione dei difetti quali (bronzature, degradazione della rifinizione).

  • I processi post-concia richiedono circa il 25 – 45% del consumo totale di acqua

Rifinizione

La rifinizione può essere considerata la fase più delicata del processo di nobilitazione, che conferisce alla pelle finita l’aspetto e le caratteristiche sensoriali.

Nella fase di rifinitura vengono applicati film di diversa natura chimica sulla superficie della pelle.

  • La rifinizione richiede circa il 5% del consumo totale di acqua

 

La quantità totale di acqua utilizzata dipende da vari fattori come peso, dimensioni e tipologia di pelli. Anche diverse tipologie di concia possono prevedere quantità di acqua differenti. Altro fattore da considerare è se la lavorazione industriale dei pellami è completa o solo parziale.

L’ottimizzazione dell’impronta idrica è uno dei punti chiave nell’industria conciaria, gli indicatori di consumo per unità di prodotto (metro quadro di pelle finita) rivelano nel tempo un notevole miglioramento per quanto riguarda i consumi d’acqua, attraverso anche l’individuazione dei punti di spreco o inefficienza e grazie agli investimenti fatti negli anni e all’adozione di buone pratiche industriali. Tuttavia, come evidenziato in questo articolo bisogna porre particolare attenzione alle fasi specifiche nelle quali è fondamentale effettuare lavaggi con acqua efficaci per la prevenzione di difetti.

 

 

A cura di 

Dott.ssa Roberta Aveta – Tecnico di microscopia/servizi di diagnostica avanzata

 

Pubblicato il: 23 Giu 2023 alle 11:53

 

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