Scenari del Futuro e Traiettorie d’Innovazione del Cluster Tecnologico Nazionale “Made in Italy”

 

A cura di Arrigo Bertacchini, Dottorato di Ricerca di Interesse Nazionale in Design per il Made in Italy: Identità, Innovazione e sostenibilità

Pietro Pantano, Professore Ordinario di Fisica Matematica presso l’Università della Calabria, delegato alla Road Map per il Cluster Tecnologico Nazionale per il “Made in Italy”

Articolo pubblicato su CPMC 1/2023

 

Qualunque analisi sociale o economica che riguardi una nazione, una regione o un’area ancora più limitata si scontra con la natura complessa delle variabili e dei fattori in gioco. È ormai acquisito che non esistono sistemi autonomi e isolati, la cui dinamica è regolata solo da aspetti endogeni. Invece, qualsiasi sistema è aperto e connesso a una rete di attori vicini e lontani (che si trovano a volte anche a migliaia e migliaia di chilometri di distanza), con i quali sono scambiati beni, servizi e informazioni, interazioni che hanno grande influenza sul sistema. In maniera più formale, potremmo dire che la complessità dei sistemi è enormemente cresciuta negli ultimi tempi e, questo ritmo di crescita, sta ulteriormente aumentando. Per fortuna gli
studi scientifici degli ultimi decenni del secolo scorso ci hanno insegnato a comprendere i sistemi complessi e ci hanno fornito
strumenti per comprenderne la dinamica. L’attenzione principale è concentrata sull’informazione che, nei sistemi complessi
(lontani dall’equilibrio termodinamico come i sistemi aperti), cresce e rappresenta uno dei fattori chiave nella società della conoscenza. Comprendere la dinamica del sistema “Made in Italy”, le interconnessioni tra gli attori (vicini e lontani), il ruolo dell’informazione e come questa influisce sulla dinamica del sistema rappresenta l’obiettivo principale della Road Map del Cluster Tecnologico Nazionale del “Made in Italy”. Ovviamente questa analisi non ha valore di per sé ma deve rappresentare la
base per costruire scenari e fornire indirizzi e guide sia verso gli attori industriali e non che operano nel settore sia verso i policy maker che nelle loro iniziative devono tener conto di tutte le variabili e gli attori coinvolti. La Road Map del Cluster (composto da Università, Enti di Ricerca, Industrie etc.) è composta da 15 traiettorie di innovazione strutturate in 4 ambiti:

– Ambito di intervento “Capacità Creativa”: Metodologie e approcci avanzati del design per l’innovazione sistemica, Metodologie integrate e di design per la circolarità e sostenibilità, Metodologie integrate di design innovativo e multisensoriale, Integrazione in rete di asset specialistici esistenti/innovativi;

 

– Ambito di Intervento “Processi”: Trasformazione digitale e integrazione di prodotti, processi e servizi, Processi di
business circolari e sostenibili, Processi di manufacturing, Processi per l’innovazione dei sistemi produttivi tradizionali; – Ambito di Intervento “Materiali”: Materiali e substrati innovativi funzionalizzati e relativi processi produttivi, Materiali e substrati innovativi smart e relativi processi produttivi, Materiali e substrati innovativi da filiere ecologiche e circolari, Nuovi ingredienti
e ausiliari per il product design;

 

– Ambito di Intervento “Immateriali”: Big data, Basi dati certificate per LCA, Trasferimento e messa in rete della conoscenza.
I 4 ambiti e le 15 traiettorie di innovazione rappresentano differenti approcci e punti di vista con i quali costruire scenari e indirizzi di azione. La scelta è indotta proprio dalla complessità del sistema sotto analisi: la conoscenza non emerge da approcci a priori ma da analisi, alcune volte anche ridondanti, e dalla loro unione e/o interazione. Non esiste un unico punto di vista ma il sistema di conoscenze così costruito viene esplorato in base agli interessi e agli obiettivi attraverso percorsi individualizzati.

 

Alla base della Road Map c’è un Osservatorio che si configura a sua volta come un sistema complesso dove studiosi (oltre 50 ricercatori accademici e non), supportati da strumenti di Intelligenza Artificiale, concorrono a mettere a punto le analisi, gli scenari e gli stessi strumenti di elaborazione delle informazioni. L’osservatorio è un sistema aperto in quanto da una parte si interfaccia con le conoscenze scientifiche e tecnologiche riportate nelle riviste scientifiche contenute nei database internazionali, e dall’altra con le conoscenze tecnologiche presenti nelle banche Dati Brevettuali. Monitora sia la stampa che tratta le tematiche del “Made in Italy” che i trend attraverso interrogazioni automatiche. Ha un sistema di ascolto verso i bisogni di innovazione e di conoscenze delle imprese attraverso survey e questionari permanenti. La grande quantità di informazioni che affluisce dentro il sistema e che dallo stesso viene elaborata è interpretata da un insieme di tecnologie, risorse e approcci abilitanti visualizzate in figura con le loro mutue interazioni. Queste interazioni sono emergenti in quanto co-occorrenti nella stessa traiettoria di innovazione. Le attività già svolte dai differenti gruppi di lavoro che hanno predisposto svariati report e analisi di casi aziendali di particolare interesse hanno consentito di creare una prima base di conoscenza strutturata sia in forma gerarchica che come grafo, in modo che attori, tecnologie, conoscenze, metodologie e approcci potessero essere
rappresentate. I vertici possono essere sia insiemi di conoscenze che autori di processi, cioè in grado di elaborare informazioni. Molti nodi sono aperti verso il sistema di conoscenze all’esterno del sistema (i già citati articoli scientifici e i brevetti) oltre a consentire scambi di dati con gli altri nodi del sistema. Nel dialogo interno e verso l’esterno si stanno
predisponendo e/o incorporando sistemi di Intelligenza Artificiale. Uno dei servizi già in corso di implementazione consente di misurare sia la presenza di innovazione nelle imprese che la loro apertura verso differenti ambiti. A regime, il sistema fornirà un rank rispetto a scale di riferimento già predisposte. Avendo già terminato la fase prototipale di ascolto verso le imprese attraverso l’erogazione di 8 survey e di altri questionari, entro breve termine saremo in grado di correlare esigenze e competenze specifiche. Questa associazione è cruciale perché mentre la ricerca scientifica e le conseguenti innovazioni tecnologiche rendono rapidamente obsoleto il vecchio sistema di conoscenze (si pensi ad esempio al know-how di qualunque settore richiesto pochi anni fa con quello richiesto dalle nuove attrezzature), nuove competenze diventano fondamentali. La conoscenza e la sua capacità di aggiornamento diventa un (o il) fattore critico. La conoscenza ovviamente non sta più nella catena di montaggio e nelle fasi di lavorazione a basso contenuto di informazioni, ma nei robot multifunzionali e nella capacità di interazione degli operatori con la nuova strumentazione. Questo non significa che il vecchio know-how non è più necessario, ma che a quello bisogna aggiungere altri strati di competenze. Risulta anche chiaro che tutto ciò che ha basso contenuto informativo sarà sostituito dalle macchine. Siccome la conoscenza necessaria al Sistema “Made in Italy” è diversificata,
orizzontale nella molteplicità di attori e produttori, e verticale nelle varie e specifiche forme di approfondimento, solo un ambiente aperto, inclusivo, auto-apprendente e in grado di dialogare sia con l’interno che con l’esterno potrà dare risposte significative ad esigenze reali, qualunque sia il settore industriale coinvolto. La costruzione di questa infrastruttura dovrà necessariamente vedere il coinvolgimento di tutti gli attori interessati. È questo, in sintesi, il risultato finale del cammino che stiamo percorrendo.

 

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La mostra “La Casa del Guanto” sarà visitabile presso il Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone dal 19 gennaio al 12 marzo 2024.

 

Per info e prenotazioni: https://museodellamodanapoli.com/

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